domenica 28 febbraio 2016

Una nuova occasione

Rigorosamente Thè nero alla vaniglia con miele (nient'altro riesce a dare sollievo) :(

Prima di martedì non ricordavo assolutamente cosa volesse dire essere ammalati. O almeno avevo un ricordo decisamente diverso è legato sopratutto alla mia infanzia. Da bambini avere la febbre è una grande occasione di divertimento. Niente scuola, niente sveglia mattutina, giochi, dolci, TV e cartoni animati (come se non ci fosse un domani), puzzle e tante tante coccole da mamma e papà. Relax puro! Avere la febbre per me era inoltre una grande occasione per esprimere la mia creatività!  Quante meravigliose avventure vissute accanto di Robin Hood come sua lady Marion (ovviamente), quanti duelli vinti insieme a D'Artagnan e quanti voli insieme a Peter Pan!!! 
Personalmente ho totalmente dimenticato il dolore provato. Se mi guardo indietro riesco a ricordare solo il divertimento. E invece martedì... La dura realtà: una gola gonfia e in fiamme, mal di testa, orecchie tappate e febbre... Altra, altissima 39!!! Ma da quando in qua si sta così male con 39 di febbre!!! Sono stata completamente messa al tappeto. Il male così forte mentre respiro credo di non ricordarlo. E quanto schifo poi produciamo in questi momenti!!! Sembra non avere mai fine. Che orrore! Senza contare quanti impegni che comunque devo portare avanti: una mostra archeologica da preparare, una tesi di specializzazione da finire... Oh mamma! Proprio ora? 
E mente con il muso a terra rimugino, realizzi una mattina Che anche questo momento di STOP forzato alla fine risulta essere esattamente importante. Ho ricominciato ad apprezzare le cose anche più piccole (come ad esempio respirare!)Ma quanto è bello respirare a pieni polmoni l'aria fresca?! E quanto invece ora risulta difficile. Quanto è bello correre muoversi senza problemi... È proprio vero che non apprezziamo mai la vita in tutti i suoi aspetti in ogni momento finché che va tutto bene. Ecco  a cosa servono le difficoltà. A riscoprire la nostra forza e fantasia col tempo affievolita. Quanto siamo forti quando siamo bambini! Imprudenti certo ma così veri, così spensierati. Osservo la mia camera dal mio letto. Era da tanto che non mi soffermavo a guardarla e noto con stupore e gioia di quanto parli di me e delle mie scelte di vita: dal colore del soffitto e del letto (verde) alle foto e cartoline attaccate al muro sopra la scrivania. Quante avventure, quante amicizie e quanto amore dato e ricevuto. Quanti doni, quante passioni e quanta fatica conciliare tutto. Devo organizzarmi meglio penso per far spazio un po' a tutto. La mia chitarra è lì che mi aspetta e anche le carte dello scrap richiamano incessantemente la mia attenzione. La mia voglia di creare è lì che mi chiama. È stata troppo trascurata.
Il prossimo SWAP a cui sono iscritta sarà l'occasione giusta. 
Ho anche colto l'occasione per chiamare qualche amico/a persa per strada nel lungo girovagare....
Insomma ho colto l'occasione della malattia per pensare, fare ordine e solo ora mi sono resa conto di quanto i bambini nella loro innocenza siano forti. Bisogna tornare ad essere così. Aveva ragione il Piccolo Principe:

"tutti i grandi sono stati bambini ma pochi di essi se lo ricordano".

Il mio libro preferito da piccola... 

La malattia è stata proprio una bella occasione. Devo farmi forza e ricordarmi chi sono e da dove vengo. 

Via i brutti pensieri. 
Ora riposa Eleonora, inventa storie e stila progetti, appena guarita sarai pronta per nuove avventure ed emozioni.
la mia ultimissima creazione! Card a cascata con tema viaggio.
Un progetto che di certo devo riprendere e fare definitivamente mio!

giovedì 18 febbraio 2016

silenzio per ricominciare

ORE 16:00                                                                                                Tè alla fragola. Miscela calda.

Ci sono momenti nella vita in cui hai bisogno di fare silenzio intorno a te.
Ci sono momenti in cui hai mille idee nella testa, ma devi scegliere quale portare avanti.
Ci sono momenti in cui si è assorbiti dal proprio lavoro e ancor di più se nella vita hai scelto di fare l’archeologo.
Il lavoro ti assorbe e non puoi permetterti di fermarti, nemmeno la notte.
E poi ci sono gli amici, il fidanzato, i familiari, il volontariato e tu rimani sì, per ultimo.
E per questo abbandoni un po’ te stesso, sospendi quel piccolo progetto o quella piccola promessa che avevi detto nel profondo di portare avanti. Un piccolo dolore, un piccolo sacrificio ma che sai che se fatto con amore donerà molto frutto.
E infatti in quasi un anno di silenzio tante cose sono successe e tutte positive, perché a donare amore e soprattutto tempo si riceve tanto indietro.
Un amica che ti chiede scusa, nuovi amici che si aggiungono, un amore che si consolida, regali che ti aiuteranno a ricominciare, una famiglia più unita, tanti viaggi, uno spettacolo teatrale, tanti volti, tanta gioia, una nuova sfida lavorativa!
E’ così si chiude un capitolo silenzioso della propria vita, fatto di frazioni di momenti belli e unici, di soli splendenti e giornate uggiose in cui perdersi in un libro, di risate, di serate in pizzeria a parlare di Star Wars, di musica suonata a una chitarra, di abbracci sotto le coperte, di giochi, di colori, di carta e di tante chiacchiere e tanti tè.  
Fatto di serate a colorare per preparare nuovi piccoli regali, per aggiornarsi, per spronarsi a ricominciare con le proprie piccole passioni, senza più paure, senza più ansie.
Un tempo prezioso per finire e per ricominciare.
Ecco i frutti del mio silenzio: un nuovo diploma da conseguire, una mostra archeologica da preparare, nuovi orizzonti per un futuro migliore, nuovi amici, nuovi libri, nuove energie, nuovi sogni, nuova forza, nuove sfide, una nuova gioia e nuove domande (perché non bastano mai e fanno bene per migliorarsi).

“Il silenzio è d’oro” diceva qualcuno.
Ora so cosa vuol dire.
Pronta per ricominciare.






sabato 21 febbraio 2015

Book Time! :)

Ore 17:00
Tè all’aroma di frutti di bosco, fragole e cannella. Nuova miscela. 
Non male! :)

Adoro leggere.
E in questi giorni di corse, lezioni in Università, riunioni di lavoro, studio, progetti, amore, famiglia, influenza e tanti, tantissimi mordi e fuggi qua e là l’ho scoperto ancora di più.
Leggere è stata la mia salvezza. 
E’ eccitante avere tanti impegni e tanti sogni per la testa. 
Mi piace muovermi, fare tante cose, impararne e scoprirne di nuove. E’ stimolante e sono sempre stata una persona attivissima sin dai tempi del Liceo. Per me è quasi naturale e mi riempie di vita ma, quando tutto questo movimento diventa eccessivo e prende ogni singola fibra di te e del tuo tempo, diventa snervante e SBAGLIATO! 
Soprattutto quando non mi permette di godermi in santa pace il mio tè delle cinque.
Sì, ho dovuto rinunciare per 15 lunghissimi interminabili giorni (e più) alla mia pausa relax preferita: una deliziosa tazza di tè fumante nella mia cameretta nell’ora che preferisco.
Non che non sia riuscita a bere un tè in un bar di sfuggita tra una riunione e una lezione all’UNIBO ma, come le intenditrici sapranno, non è la stessa cosa. 
Bere il tè è un rito che richiede tempo, un tempo nel quale i tuoi muscoli si rilassano, la tua mente asseconda questa sensazione di benessere e i problemi per un' oretta sono accantonati. 
La tua creatività lentamente emerge come un fiume in piena mentre la tua anima si libra leggera nell'etere e trovi finalmente pace.
In un ritmo assolutamente perdifiato questo non è assolutamente permesso. E così mi ritrovo a desiderare una (purtroppo non ancora concessami) “sana” stabilità di vita con quella sua abitudinarietà che la contraddistingue e che tanto agogno.
Per “sana” abitudinarietà ovviamente non intendendo quella drammatica monotonia di vita tanto odiata dalle serie tv alla Desperate Housewife
Mi riferisco invece a quei piccoli momenti in cui, nella tua vita fai esattamente la stessa cosa tutti i giorni, alla stessa ora, con lo stesso tempo e che ti ricordano a che punto sei della giornata.
Mi manca e non faccio che immginare il momento in cui per esempio potrò percorrere tutti i giorni alla stessa ora la strada che mi conduce a lavoro passando davanti a quel negozio di mobilio vintage tanto carino e che mi piace tanto fissare dalla vetrina fantasticandoci sopra, proprio di fianco ad un outlet da urlo! Tornare poi a casa per la solita strada, ed entrare nella mia libreria preferita (che guarda caso nei miei sogni è proprio sul mio abituale percorso verso casa), nella quale soggiornare ogni giorno per almeno 20 minuti (il troppo storpia e il mio maritino dei sogni mi darebbe per dispersa!) per uscirne inesorabilmente con un nuovo libro da godermi, con una tazza di tè caldo seduta sul divano e con davanti il mio computer acceso sul blog mentre vi commento la nuova storia letteraria intrapresa!
Tutto questo tutti i giorni (o quasi!) alla stessa ora! Eh sì perché è questo che conta!
La puntualità con cui l’evento si ripete, in un personale e ben definito ritmo di vita che parla di te e di ciò che sei, e ti rende sicura e tranquilla di affrontare le sfide della vita.
Eh sì! Sognare non costa nulla! Ma visto gli ultimi 15 giorni, direi che questo sogno è lungi (ahimè!) dall’essere realizzato.
Sia chiaro sono felicissima di fare l’archeologa e adoro l’imprevedibilità del mio mestiere così come le avventure e i luoghi che, in precisi momenti del calendario, mi porta ad esplorare, ma sarebbe altrettanto fantastico se in determinati e precisi periodi dell’anno si alternasse a momenti di solida stabilità economica e vita di ufficio/studio. E invece mi ritrovo da giovane e novella archeologa a fare, felice ma stressata, la più massacrante delle “gavette” in attesa che qualcosa di simile mi sia permesso!
Detto ciò leggere mi ha letteralmente salvata in tutto questo trambusto, sebbene non sia chiaramente riuscita a ritagliare un tempo definito alla lettura, ma almeno quei momenti sono stati di puro godimento e relax ed è l’unico passatempo che sono riuscita a portare avanti (tranne che per una lunga seduta di scrap notturna prima di S. Valentino, di cui prometto vi parlerò del prossimo post!). Tra i sacrifici ho dovuto tralasciare, oltre alle ore di sonno, l’aggiornamento (ahimè) di questo blog che ora, care amiche, nel primo tè nella mia dimora alle 17 dopo giorni, con grande gioia riesco ad aggiornare.

Il libro della mia salvezza è l’ultimo di una giovane scrittrice inglese: Miranda Dickinson, firmato Newton Compton e intitolato “Favola d’amore a New York”.

Sì lo so, suona un po’ frivolo e superficiale con questo titolo che, secondo me, non rende la storia narrata nel libro e di certo immagino non pensavate che un’archeologa potesse leggere un romanzo rosa con un titolo del genere. Nemmeno io a dire il vero fino ad un annetto fa. 
Il mio genere sin dalla prima liceo sono in assoluto i romanzi storici il cui apice fu raggiunto alla lettura dell’ ”Ultima Legione” di Valerio Massimo Manfredi (Semplicemente spettacolare e che tra parentesi ho tutta l’intenzione di rileggere) passando più recentemente tra gli altri per le bellissime "indagini di Publio Aurelio Stazio" della Montanari.
Peccato che dopo cinque anni di liceo e ormai sette di Università su questo genere e i lunghissimi, seppur interessantissimi libri scientifici sul mondo antico, abbiano in qualche modo creato alla mia mente una saturazione sull’ argomento tale, che non riuscivo più a rilassarmi e stavo perdendo il piacere di leggere. In questi casi la cura migliore ho scoperto essere: cambiare argomento. 
E così ho fatto, buttandomi su un genere da me mai affrontato prima nelle mie letture, quello romantico!  
Devo dire che mi piacciono molto i film romantici sopratutto le commedie americane. 
Da una super fan di “C’è posta per te” con Tom Hanks e Meg Ryan, non è stato dunque difficile appassionarsi al tema avendo avuto la fortuna di trovare libri con storie e in alcuni casi, favole molto ben fatte e scritte e molto più profonde di quello che ci si può aspettare (non sono di certo degli harmony per intederci!). 
E questa è una fase della mia vita in cui avevo proprio bisogno di storie che raccontassero di giovani donne, delle loro vite, dei loro amori, le difficoltà  incontrate e  le amicizie che hanno saputo tessere nelle quali ritrovarmi, per ritrovare in qualche modo anche me stessa.
Se poi incontri un libro poi come quello della Dickinson che sembra racconti la tua vita solo ponendola in un luogo diverso, dando nomi ai personaggi e un lavoro differente alla protagonista, è molto coinvolgente e quasi incredibile. Lo svolgimento dei fatti ma soprattutto il carattere dei personaggi e il loro modo di agire e pensare, è praticamente identico.
E’ la storia di Rosie Duncan, una giovane inglese giunta in America per un fatto del suo passato molto difficile e  che in 6 anni non ha mai rivelato a nessuno, che gestisce a New York un piccolo negozio di fiori di nome Kowalski’s. Con lei a portare avanti l’attività ci sono l’affascinante Ed, il migliore amico di Rose, e spaventato come Rosie dalle relazioni e Marnie, un eccentrica ragazza e sfortunata cronica in amore. Con loro la migliore amica Di Rosie, Celia, una giornalista intraprendente e tenace. Nonostante le insistenze dei suoi amici ad aprirsi e a ricominciare a vivere dopo i fatti ignoti del passato, Rosie si ostina a non desidera rimettere in discussione il suo cuore, scappando da qualsiasi possibile relazione. Gli eventi però la riporteranno faccia a facci con le sue paure e quel passato tanto volutamente celato e, grazie alla terapia dei fiori, riuscirà a fare finalmente pace con sé stessa e a vedere quella forza che l’ha sempre contraddistinta.
La mia vita è molto differente e io non sono mai scappata dalle mie paure ma io e Rosie condividiamo gli stessi sentimenti e la sofferenza provata nel nostro vissuto e sopratutto abbiamo amici molto stretti su cui possiamo contare e che posso accostare uno dei co-protagonisti della storia. Anche io ho la mia personalissima e fortissima Celia che non mi abbandona mai anche se distante chilometri e chilometri, la mia dolcissima Marnie, il mio Ed, un fratello che adoro e... un "amore mancato" come Nate! 
Ciò che amo di questo libro poi più di tutto è il modo in cui Rosie parla del suo lavoro e della città in cui vive: New York. ù
I fiori diventano quasi una filosofia di vita, un modo attraverso cui filtrare la realtà e capire le persone. Prima di confezionare un bouquet ad esempio, Rosie racconta che ha bisogno di capire per quale occasione e soprattutto quale sentimento spinge il cliente a decidere di regalare dei fiori.  Capito questo nascono creazioni uniche dalle sue mani che riflettono in tutto e per tutto il carattere del personaggio, la sua storia, e il sentimento che in esso si cela. 
Dai fiori, con i loro colori e profumi, viene la forza per affrontare la realtà e spesso il mezzo per risolverla. 
E poi New York, un ritratto di una città frenetica eppure bella ed imprevedibile che fa sentire la protagonista a casa sua senza farle rimpiangere la città natìa.

Queste mie poche righe non possono rendere giustizia alla poesia di questo libro che, tiene il lettore sul fiato sospeso, ma credo che quando una storia arriva ad entrare dentro di te tanto da ritrovare una parte di te in essa, bè credo che sia una storia che merita attenzione. 
E’ tutto meno che banale. Per tale ragione credo proprio che vi proporrò qualche frase tratta da questa storia nei prossimi post. (Senza tediarvi troppo ovviamente!)
Grazie a questo libro credo di essere un po’ più sicura di me e delle mie scelte; soprattutto quelle legato ad ud un mio passato recente fatto di una "cocentissima" delusione d' amore, che ancora, nonostante abbia deciso di andare avanti, mi crea non poche sofferenze e di cui faccio fatica a parlare. Ho risolto e superato tante battaglie e paure irrisolte nel mio passato ma questa si sta rivelando la più dura da vincere. Ci sto riuscendo piano piano e ne vado molto fiera ma devo dire che questo libro mi ha dato un aiuto davvero notevole e inaspettato. Anche per questo lo consiglio!

Abbandonarmi alla lettura e immergermi in queste possibili storie mi sta facendo capire quanto leggere possa essere una fonte di esperienza a cui attingere inestimabile. Ogni libro è come se racchiudesse una persona e con essa la sua storia: le sue gioie e i suoi traguardi ma anche le sue parole, i suoi errori e ciò che dalle proprie esperienze ha imparato. Poco importa se il tutto è fantasia.
E’ come se ad ogni libro letto si aggiungesse una “nonna” in più che dona con la sua piccola ma preziosissima saggezza dalla quale ognuno può attingere a seconda delle proprie esigenze per affrontare meglio questa vita, fatta a volte di tanti piccoli dettagli che a volte ci sfuggono.
E più leggo più capisco quanto sia fondamentale leggere per vivere meglio e quanto sia stato stupido per quattro anni della mia vita, non gustarmelo appieno, per colpa dell’assorbimento totale allo studio.
Leggere aiuta a guardarsi dentro e scoprire la propria identità e ad apprezzare la meravigliosa persona che si cela in ognuno di noi. Ho riscoperto il piacere di stare con me stessa, e della bella persona che sono, dei miei sogni, dei miei pregi e dei miei difetti che mi rendono unica. Leggere mi ha permesso di conoscermi meglio ed apprezzarmi per le mie conquiste, i miei dolori e le miei gioie. Tutte cose che in quattro anni della mia vita ho tentato di rifuggire in tutti i modi perché mi avevano convinta che non ne valesse la pena. 
Oggi so che non c’era niente di più falso di questo.
Leggere mi ha salvata.

Foto del giorno: la copertina del libro. Se lo avete letto commentatemi le vostre impressioni. Non vedo l’ora di confrontarmi con voi.


Sotto trovate una frase stupenda sui libri e un anteprima di ciò che ha prodotto la mia notte scrap pre S. Valentino per tutte le mie amiche scrapper che ogni giorno postano lavori meravigliosi!



PS: Il posto di oggi è davvero molto lungo ma in fondo sono stata costretta a non scrivere per due settimane intere e così facendo ho un po’ ridimensionato la mia assenza. Non trovate??
Prometto comunque che sarò più presente e concisa in futuro.

Parola di lettrice!
L'Ele

giovedì 29 gennaio 2015

Effetto Roma

Ore 20.00
Tazza di tè con effetto "rilassante".
Finalmente un po' di relax.

E' incredibile come alle volte le cose nella propria vita si mettano per il verso giusto. E' impossibile non sorprendersi.
E' quasi passata un settimana intensa, piena di emozioni, novità e speranze realizzate. Vecchi amici che ritornano, nuovi che ti regalano grandi emozioni e finalmente il lavoro. Tanto amato lavoro che, oltre ad esserci (perché sì, in Italia di lavoro per gli archeologi ce n'è eccome... pure troppo! Ma solitamente non pagato!) si prospetta.... retribuito!
Tutto nel giro di tre giorni.
Un tempismo record. Ricordo che a quest'ultima notizia non ho avuto nemmeno il tempo di dire... COSA??????
Avete presente la faccia di Renée Zellweger nei panni di Bridget Jones quando, nella prima scena di Capodanno con gli amici di famiglia, all'affermazione: "Come fa una ragazza di 30 a non pensare di sposarsi?" (o simili!) apre leggermente la bocca e con gli occhi sgranati guarda il suo interlocutore emettendo qualche strano vagito??
Ecco: credo di aver fatto una faccia del genere all'offerta di lavoro, ma di certo non ho pensato che certe domande sono assolutamente sconvenienti (con parolacce al seguito) né di far fuori chi me lo proponeva. Anzi tutt'altro!!! Il mio Io interiore ha urlato un Sììììììì!!!
Fuori sono rimasta immobile. Ero decisamente sconvolta! Ma felice (sperando che il tutto non rimanga solo una promessa. Non si sa mai.)

Deve essere il famoso "Effetto Roma".
Ho una teoria. Se qualcosa va male nella propria vita, o si ha qualche dubbio per risolverla, prendete un treno e.. andate a Roma, Lei la farà sua e la risolverà per voi.
Sì Roma. La Città Eterna, l'Urbe, la capitale d'Italia, la capitale della Cristianità.... la città der Cupolone e der Colosseo!
Roma.
Una città viva e piena di magia. E' praticamente la New York di noi italiani, così come la si può leggere in tanti romanzi firmati New Compton.
E' una città viva e piena di movimento, di energia. E' impossibile annoiarsi in un città così! Con le sue rovine così imponenti, alte ed intrinseche di storia, passioni, storie, speranze e segreti, tanto vive da emozionare ancora dopo millenni! I suoi palazzi e le sue piazze oggi, gremite di persone, turisti, e con fontane dall'inconfondibile tocco barocco. Basti pensare a piazza di Spagna o alla fontana di Trevi. A Roma si respira cultura, storia, cinema e poi beh... lo shopping è unico nel suo genere, ve lo consiglio caldamente!
Eppure il tutto, sebbene ricco e così differenziato risulta in perfetta armonia e di impeccabile eleganza. Ogni cosa ha il suo spazio e nulla è fuori posto. Passato e presente si fondono e si incontrano in un unico gioco a cui è impossibile non partecipare e che culmina a fine giornata; quando il sole lascia il posto alla sera, specchiandosi sul Tevere, per nascondersi poi dietro al Cupolone.
Ricordo di aver visto questo momento, seduta su alcuni scalini di una delle tante scale che affollano la città in zona Trastevere. Ricordo bene quella sera di tre anni fa. Ero con alcune mie colleghe, divenute poi mie care amiche. Partecipavamo allo scavo archeologico presso Ostia Antica e la domenica, giorno di libertà ci siamo godute una splendida giornata turistica fatta di musei, cibi succulenti e tanto... tanto shopping pieno di risate. Era domenica e non mi ero mai divertita così tanto. Non riuscivo a non smettere di ridere. Poi... quel panorama. Il mio cuore che batte. Pace. Finalmente libera. Roma mi ha donato pace... e mi ha fatto innamorare; ma questa è un'altra storia che chissà... un giorno potrei anche raccontare.
Da quella volta sono tornata spesso a Roma per un motivo o per l'altro, e tutte le volte ho ricevuto un dono particolare.

Anche questo week end sono andata a Roma. Una toccata e fuga.
Treno alle ore 10:00 da Bologna Centrale. Arrivo alle ore 13:00  (grazie ai 45 minuti di ritardo di Trenitalia! maledetti scansafatiche). Pranzo. Riunione pro ricerca. Partenza da Roma Termini alle ore 19:45.
Pochi passi per godere di panorami incantevoli, un sole caldo e una buona amatriciana.
E' stato molto divertente. Mi sono sentita un po' una di quelle "vip" che, in perfetto stile americano, non sapendo bene cosa fare quel giorno, prende il suo jet privato e va a fare colazione per esempio... a Parigi! Scene da film.

Tornata a casa mi sentivo rigenerata, e per fortuna, visto che alle ore 22:00 attendeva me e il mio ragazzo un pazzo gruppo di amici per festeggiare un compleanno di uno dei ragazzi del gruppo, in un locale di sola cucina spagnola in quel di Bologna.
Dal giorno dopo, iniziato con un meraviglioso pranzo in un piccolo borghetto medievale vicino ai famosi colli della mia città per festeggiare il compleanno dello stesso amico con la sua famiglia (imparentato con il mio ragazzo!) sino ad oggi è stata un escalation di cose positive. Le più belle oltre a quelle già citate ed il tè tra le mie mani in questo momento?
La vittoria per Alessandro, (il mio ragazzo) di un piccolo concorso nazionale anch'esso retribuito, i preparativi per il prossimo week end di sci e infine, il più bello di tutti: la tac di mia zia.
Il tumore non c'è più.

Grazie Roma (ancora).





Aggiunta dell'ultimo minuto: biglietto di compleanno Scrapposo fatto da me.
Perché non può esserci compleanno che si rispetti senza un bel biglietto! No?? Spero vi piaccia ;)


giovedì 22 gennaio 2015

L'ora del Tè

Non sono mai stata brava a scrivere. A dire il vero non mi è mai piaciuto scrivere. Al contrario adoro leggere, così come adoro pasticciare con le mie manine da bambina.
Non perché sia sempre stata brava nelle due cose, anzi. Ricordo chiaramente la mia fatica alle scuole elementari di finire entro il periodo delle vacanze di Natale i libri che mi erano stati assegnati. Interminabili ore a leggere quelle piccole pagine e la mia lentezza nel gustarmele a poco a poco. Allo stesso modo ricordo il mio perenne sufficiente/buono in educazione artistica sempre in quel periodo. Un periodo non proprio elettrizzante devo dire. Eppure a poco a poco, anno dopo anno, è sorto in me un incredibile e sempre più prorompente spirito creativo.
La svolta fu alle scuole medie. I professori, quando sono anche educatori, sanno tirare fuori davvero qualcosa dentro di te che non pensavi lontanamente potesse essere presente.
Così in quegli anni sono nate le mie passioni più grandi: la lettura e la passione per il disegno e la fotografia, fissare piccoli attimi e momenti della mia vita, tradottasi poi pochi anni dopo nel mio personale "muro dei ricordi" nella mia cameretta e fissati con l'arte dei ritagli di carta chiamata oggi scrapbooking, oggi tanto in voga e che, in fondo, è sempre legata ai libri nella sua denominazione.
Da sempre amo la storia e l'archeologia.
In quinta elementare alla domanda: cosa vuoi fare da grande? la mia risposta è stata solo una: l'archeologa!
Ed ecco un disegno in cui mi ritraevo in mezzo al deserto tra dune di sabbia e piramidi, vestita da perfetta indiana jones (non Lara Croft sia chiaro!) e con in mano una lente d'ingrandimento per osservare meglio questi monumenti.
Un sogno che non mi ha più lasciato tanto che adesso a 26 anni sono un'archeologa laureata con il massimo dei voti e mi accingo a finire La Scuola di Specializzazione in beni Archeologici, un titolo post laurea che mi permette di completare il mio profilo professionale.
Sì lo so, sono pazza, ma 6 anni fa ho scelto di realizzare il mio sogno da bambina, anche se la strada è stata ed è tuttora piena di insicurezze, fatiche e di tante ore di studio e sacrifici, non ricompensati oggi da una paga adeguata (non ancora almeno!). Nonostante questo però sono davvero felice!
Come potevo dunque con questo sogno nel cassetto dall'età di 10 anni, non appassionarmi alla lettura e alle storie che i libri raccontano? E come non potevano piacermi le biblioteche?
E infatti a poco a poco dentro me tutto è emerso con una forza dirompente.
Più passavano gli anni e più in ogni cosa miglioravo, sia nel leggere sia nel disegnare. E' come se qualcuno a poco a poco abbia svelato la mia essenza, così come a teatro a poco a poco il tendone rosso lascia lo spazio alla scenografia della storia e al talento degli attori.
Ho iniziato ad amare la lettura e non l'ho mai più lasciata, così come l'arte, la storia, lo scrapbook e tante altre cose di cui sicuramente prima o poi parlerò.

E il tè? bé questa è l'ultima delle mie scoperte! Anche di questo non sono mai stata una grande fan. Ho chiari ricordi di quando, andando a trovare una delle mie amiche di Bologna a casa sua, alla domanda: "che ne dici di una tazza di tè?" declinavo con un: "No, per me no. Grazie. Basta un bicchier d'acqua".
Eppure oggi, a 26 anni, non riesco più a farne a meno, soprattutto quando la lancetta dell'orologio di casa scocca le cinque del pomeriggio. E' questo il momento della giornata che preferisco. L'ora del tè. The Tea time, come dicono gli inglesi.
L'ora a metà tra il giorno e la sera.
L'ora in cui le attività lavorative stanno per concludersi e si avvicina il momento dell'aperitivo. Qualsiasi cosa io stia facendo, mi fermo, scaldo un po' d' acqua, una tazza, una bustina, un po' di zucchero e puff... magia!  Totale relax, e mille idee prendono il sopravvento; e mentre amabilmente sorseggio quella strana sostanza, ho una voglia irrefrenabile di dedicare tempo a tutte quelle passioni che ormai da 14 anni mi accompagnano. E' questo il momento in cui o leggo uno dei libri appena comprati dopo l'inevitabile giro quotidiano (o al meno vorrei che lo fosse!) in libreria da Feltrinelli o Mondadori, o mi metto a creare uno dei tanti biglietti o mini album "scrapposi" che primo o poi regalerò a qualche amico che compie gli anni o se va bene lo venderò ad uno dei miei rarissimi compratori.
Ed ecco quando nasce questo mio blog.
Esattamente in uno di questi momenti, magici e incredibilmente creativi. Una tazza di tè tra le mani, (un infuso oggi per la precisione, gusto: limoncello) e tanta voglia di condividere le mie passioni e frammenti della mia esistenza con chi, come me, ama le cose semplici.
La immagino come una chiaccherata con una delle mie amiche. Parlerò dei libri che ho letto o di libri che vorrei leggere, di film romantici o di avventura, di cultura; e ovviamente posterò foto di momenti, di attimi e luoghi che con irrefrenabile impulso non potevo non immortalare, così come posterò tutte le creazioni "scrappose" e.... chi più ne ha più ne metta!
Non credo riuscirò ahimè ad aggiornare questa sorta di diario del 2015 quotidianamente (ahimè un'ora non è abbastanza per dedicarmi a più cose in una giornata) ma ho intenzione di farlo più spesso che posso.
Sempre a quest' ora, l'ora del tè.
E chissà... magari scoprirò che anche la scrittura non è poi così male.
A presto.

Eleonora,
per le amiche semplicemente,
l'Ele!

Foto del giorno: l'immagine della copertina del mio blog. Credo non esista un'altra foto che possa rappresentarmi meglio di così e l'immagine dell'ultimo lavoro di scrapbook fatto due giorni fa.