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martedì 7 settembre 2021

Libri sui Libri - Una vita da librario di Shaun Bytell (recensione)

Ore 18:30 - Té al mirtillo
Il primo té caldo dopo mesi, sono già in modalità autunno!


C’è chi sogna di aprire una libreria e chi decide di farlo. Shaun Bytell è sicuramente tra gli ultimi, ma la vita tra libri e scaffali non è sempre come la immaginiamo. Traendo ispirazione da George Orwell (Rircordi di libreria, 1936), attraverso la forma del diario, Shaun Bytell in Una vita da libraio racconta i personaggi e le disavventure accadute in un anno tra le mura della sua libreria, sita nella piccola località di Wigtow, in Scozia. Dalla buffa impiegata in perenne tuta da sci e del suo sfortunato spasimante, alla vecchietta che richiede i libri più assurdi, ai clienti incontentabili, sino alle perenni e fallimentari battaglie contro Amazon. Attraverso un linguaggio semplice, diretto e pungente, scopriremo che la vita tra i libri regala emozioni contrastanti: un odi et amo per il mondo e la tecnologia a cui si alterna il fascino per la scoperta delle mille storie dietro alle collezioni librarie che, per un motivo o per l’altro, convogliano nella piccola libreria scozzese.

Una vita da libraio, è un libro che non ha la pretesa di piacere. La realtà è raccontata nuda e cruda, senza filtri né orpelli. La forma del diario tuttavia, non rende sempre scorrevole la lettura. Non si legge “tutto d’un fiato”, ma “a puntate”, durante il viaggio casa-lavoro, o in quei momenti in cui abbiamo bisogno di staccare la spina per un momento. Non mi è dispiaciuta come lettura, ma forse mi aspettavo qualcosa di più. Potreste a tratti “odiare” l’autore, soprattutto se come me, amate leggere, perché vi sfaterà il mito di una vita semplice e perfetta in mezzo ai libri.  Imparerete che lavorare in una libreria non è una passeggiata; serve formazione, passione, determinazione e tanta, tanta pazienza per contrastare l’acqua del tetto, i pochi profitti e gli sguardi disgustati dei clienti alla vista dei prezzi, ma capirete che vale la pena affrontare tutto questo per le grandi emozioni che regala.

Consiglio questa lettura a tutti coloro che hanno il sogno di aprire una libreria o sono in  procinto di farlo (ne siete sicuri??), a tutti coloro che amano le colorite sfumature dell’essere umano (ci sono delle piccole perle!) e per chi è semplicemente curioso di sapere com’è la vita tra gli scaffali di una libreria.

Per tutte le persone che sono solite comprare libri su Amazon: sappiate che da qualche parte nel mondo, un piccolo libraio “muore”, parola di Shaun Bytell! 

L’Ele                                                                       

Giulio Enaudi editore, 2018
costo cartaceo: 18,05 € 
costo ebook: 9,99 € 

Card scrapbooking realizzata da me ispirata al libro. 
Timbro di Impronte d’Autore
Promarkers colors
Distress oxide
Enamel dots summit Cartabella




 








                                                                                    










giovedì 22 gennaio 2015

L'ora del Tè

Non sono mai stata brava a scrivere. A dire il vero non mi è mai piaciuto scrivere. Al contrario adoro leggere, così come adoro pasticciare con le mie manine da bambina.
Non perché sia sempre stata brava nelle due cose, anzi. Ricordo chiaramente la mia fatica alle scuole elementari di finire entro il periodo delle vacanze di Natale i libri che mi erano stati assegnati. Interminabili ore a leggere quelle piccole pagine e la mia lentezza nel gustarmele a poco a poco. Allo stesso modo ricordo il mio perenne sufficiente/buono in educazione artistica sempre in quel periodo. Un periodo non proprio elettrizzante devo dire. Eppure a poco a poco, anno dopo anno, è sorto in me un incredibile e sempre più prorompente spirito creativo.
La svolta fu alle scuole medie. I professori, quando sono anche educatori, sanno tirare fuori davvero qualcosa dentro di te che non pensavi lontanamente potesse essere presente.
Così in quegli anni sono nate le mie passioni più grandi: la lettura e la passione per il disegno e la fotografia, fissare piccoli attimi e momenti della mia vita, tradottasi poi pochi anni dopo nel mio personale "muro dei ricordi" nella mia cameretta e fissati con l'arte dei ritagli di carta chiamata oggi scrapbooking, oggi tanto in voga e che, in fondo, è sempre legata ai libri nella sua denominazione.
Da sempre amo la storia e l'archeologia.
In quinta elementare alla domanda: cosa vuoi fare da grande? la mia risposta è stata solo una: l'archeologa!
Ed ecco un disegno in cui mi ritraevo in mezzo al deserto tra dune di sabbia e piramidi, vestita da perfetta Indiana Jones (non Lara Croft sia chiaro!) e con in mano una lente d'ingrandimento per osservare meglio questi monumenti.
Un sogno che non mi ha più lasciato tanto che adesso a 26 anni sono un'archeologa laureata con il massimo dei voti e mi accingo a finire La Scuola di Specializzazione in beni Archeologici, un titolo post laurea che mi permette di completare il mio profilo professionale.
Sì lo so, sono pazza, ma 6 anni fa ho scelto di realizzare il mio sogno da bambina, anche se la strada è stata ed è tuttora piena di insicurezze, fatiche e di tante ore di studio e sacrifici, non ricompensati oggi da una paga adeguata (non ancora almeno!). Nonostante questo però sono davvero felice!
Come potevo dunque con questo sogno nel cassetto dall'età di 10 anni, non appassionarmi alla lettura e alle storie che i libri raccontano? E come non potevano piacermi le biblioteche?
E infatti a poco a poco dentro me tutto è emerso con una forza dirompente.
Più passavano gli anni e più in ogni cosa miglioravo, sia nel leggere sia nel disegnare. E' come se qualcuno a poco a poco abbia svelato la mia essenza, così come a teatro a poco a poco il tendone rosso lascia lo spazio alla scenografia della storia e al talento degli attori.
Ho iniziato ad amare la lettura e non l'ho mai più lasciata, così come l'arte, la storia, lo scrapbook e tante altre cose di cui sicuramente prima o poi parlerò.

E il tè? bé questa è l'ultima delle mie scoperte! Anche di questo non sono mai stata una grande fan. Ho chiari ricordi di quando, andando a trovare una delle mie amiche di Bologna a casa sua, alla domanda: "che ne dici di una tazza di tè?" declinavo con un: "No, per me no. Grazie. Basta un bicchier d'acqua".
Eppure oggi, a 26 anni, non riesco più a farne a meno, soprattutto quando la lancetta dell'orologio di casa scocca le cinque del pomeriggio. E' questo il momento della giornata che preferisco. L'ora del tè. The Tea time, come dicono gli inglesi.
L'ora a metà tra il giorno e la sera.
L'ora in cui le attività lavorative stanno per concludersi e si avvicina il momento dell'aperitivo. Qualsiasi cosa io stia facendo, mi fermo, scaldo un po' d' acqua, una tazza, una bustina, un po' di zucchero e puff... magia!  Totale relax, e mille idee prendono il sopravvento; e mentre amabilmente sorseggio quella strana sostanza, ho una voglia irrefrenabile di dedicare tempo a tutte quelle passioni che ormai da 14 anni mi accompagnano. E' questo il momento in cui o leggo uno dei libri appena comprati dopo l'inevitabile giro quotidiano (o al meno vorrei che lo fosse!) in libreria, o mi metto a creare uno dei tanti biglietti o mini album "scrapposi" che primo o poi regalerò a qualche amico che compie gli anni o che venderò a uno dei miei “rarissimi” compratori.
Ed ecco quando nasce questo mio blog.
Esattamente in uno di questi momenti, magici e incredibilmente creativi. Una tazza di tè tra le mani, (un infuso oggi per la precisione, gusto: limoncello) e tanta voglia di condividere le mie passioni e frammenti della mia esistenza con chi, come me, ama le cose semplici.
La immagino come una chiaccherata con una delle mie amiche. Parlerò dei libri che ho letto o di libri che vorrei leggere, di film romantici o di avventura, di cultura; e ovviamente posterò foto di momenti, di attimi e luoghi che con irrefrenabile impulso non potevo non immortalare.
Non credo riuscirò ahimè ad aggiornare questa sorta di diario quotidianamente (ahimè un'ora non è abbastanza per dedicarmi a più cose in una giornata) ma ho intenzione di farlo ogni volta ve ne sia occasione. 
Sempre a quest' ora, l'ora del tè.
E chissà... magari scoprirò che anche la scrittura non è poi così male.

Eleonora,
per le amiche semplicemente,
l'Ele!

Foto del giorno: l'immagine della copertina del mio blog. Credo non esista un'altra foto che possa rappresentarmi meglio di così e l'immagine dell'ultimo lavoro di scrapbook fatto due giorni fa.