mercoledì 15 settembre 2021

Libri incontrati per caso - Un'estate con la Strega dell'Ovest (recensione)

Ore 17:00 - Tè Limone e Zenzero
Ottimo per la digestione, pizzichino quanto basta. 


Talvolta succede di incontrare un libro quasi per caso, e di non lasciarlo mai più. Non lo stavi cercando, né pensavi di volerlo sfogliare, finché, per un motivo o per l'altro te lo ritrovi tra le mani. Lo apri, inizi a leggerlo e non smetti finché non lo finisci, in un solo giorno.
E' ciò che mi è successo con Un'estate con la Strega dell'Ovest, uscito dalla penna di Kaho Naschiki.

E' la storia di Mai, una giovane tredicenne affetta da asma cronica e di sua nonna, La strega dell'Ovest, come la chiama affettuosamente la mamma di Mai. 
La scuola sta per ricominciare, ma Mai è decisa a non farvi ritorno, quel posto non fa per lei. Per aiutarla, la nonna, una donna inglese trasferitasi in Giappone per amore, accoglie la piccola nella sua casa di campagna su richiesta della madre, preoccupata per la figlia. In questo tempo la nonna rivela alla nipote di essere davvero una strega e di averne a sua volta ereditato le doti dalla madre. Per tale ragione offre a Mai di addestrarla, affinché la ragazza possa conoscere ed esprimere anche lei il suo potere. In un'atmosfera magica e senza tempo, inizia così un'avventura fatta di gesti semplici e ripetitivi nella campagna giapponese, durante i quali Mai scopre la bellezza del vivere al ritmo della natura e il piacere di una vita fatta di piccole cose. Impara il significato del lavoro e del riposo, della scelta, della scoperta, del silenzio, dell'attesa e del perdono. Impara che la vita è ricchezza e, per questo, va vissuta in pienezza e con un pizzico di magia.

In poche pagine si condensano temi importanti come l'amore, la fragilità, la paura, il tempo, la morte, alternati a momenti di vita toccanti e poetici. Nulla è scontato. Ogni dialogo, ogni descrizione e situazione sono pensati e studiati dall'autrice per arrivare alla conclusione del romanzo.
Le parole sono soppesate e delicatamente appoggiate così da poter essere assaporate. Il racconto invita il lettore a pensare, a riflettere, senza la pretesa di insegnare né di giudicare. Difficile non emozionarsi.
Un libro davvero bellissimo, da avere nella propria libreria. Uno dei rari esempi in cui si comprende come per scrivere una bella storia non servano fiumi di inchiostro, ma passione, tempo e consapevolezza.

Consiglio questo breve romanzo di formazione davvero a tutti. Agli adulti impegnati nella frenesia della vita e del lavoro, ai giovani che faticano nel costruirsi un futuro o a mantenerlo, e ai giovanissimi che hanno ancora tutta la loro storia da scrivere e sono pieni di magia e di sogni.
Questo libro è per tutti, perché tutti prima o poi abbiamo avuto, o avremo, paura di affrontare i problemi, saremo fragili e faticheremo a trovare un posto nel mondo.
Tuttavia ognuno di noi ha in sé un enorme potenziale da esprimere. Serve solo il coraggio di guardarlo e la forza di intraprenderlo, senza paura, chiedendo aiuto a chi la strada l'ha percorsa. La magia esiste in ognuno di noi, se si impara a vederla.

«Per ottenere le cose che per te hanno più valore, quelle che desideri di più, può darsi che tu debba superare le prove più difficili.»

E voi, avete mai avuto una guida, una Strega dell'Ovest che vi aiutasse in un momento di difficoltà nel percorso della vostra vita? O siete stati voi una volta la Strega dell'Ovest per qualcuno?
Scrivetelo nei commenti. Non vedo l'ora di leggervi.

Un saluto e al prossimo momento di tranquillità,
sempre qui, a L'ora del Té.

L'Ele




Feltrinelli editore, 2019
costo cartaceo: 12,00 € 
costo ebook: 6,99 €






martedì 7 settembre 2021

Libri sui Libri - Una vita da librario di Shaun Bytell (recensione)

Ore 18:30 - Té al mirtillo
Il primo té caldo dopo mesi, sono già in modalità autunno!


C’è chi sogna di aprire una libreria e chi decide di farlo. Shaun Bytell è sicuramente tra gli ultimi, ma la vita tra libri e scaffali non è sempre come la immaginiamo. Traendo ispirazione da George Orwell (Rircordi di libreria, 1936), attraverso la forma del diario, Shaun Bytell in Una vita da libraio racconta i personaggi e le disavventure accadute in un anno tra le mura della sua libreria, sita nella piccola località di Wigtow, in Scozia. Dalla buffa impiegata in perenne tuta da sci e del suo sfortunato spasimante, alla vecchietta che richiede i libri più assurdi, ai clienti incontentabili, sino alle perenni e fallimentari battaglie contro Amazon. Attraverso un linguaggio semplice, diretto e pungente, scopriremo che la vita tra i libri regala emozioni contrastanti: un odi et amo per il mondo e la tecnologia a cui si alterna il fascino per la scoperta delle mille storie dietro alle collezioni librarie che, per un motivo o per l’altro, convogliano nella piccola libreria scozzese.

Una vita da libraio, è un libro che non ha la pretesa di piacere. La realtà è raccontata nuda e cruda, senza filtri né orpelli. La forma del diario tuttavia, non rende sempre scorrevole la lettura. Non si legge “tutto d’un fiato”, ma “a puntate”, durante il viaggio casa-lavoro, o in quei momenti in cui abbiamo bisogno di staccare la spina per un momento. Non mi è dispiaciuta come lettura, ma forse mi aspettavo qualcosa di più. Potreste a tratti “odiare” l’autore, soprattutto se come me, amate leggere, perché vi sfaterà il mito di una vita semplice e perfetta in mezzo ai libri.  Imparerete che lavorare in una libreria non è una passeggiata; serve formazione, passione, determinazione e tanta, tanta pazienza per contrastare l’acqua del tetto, i pochi profitti e gli sguardi disgustati dei clienti alla vista dei prezzi, ma capirete che vale la pena affrontare tutto questo per le grandi emozioni che regala.

Consiglio questa lettura a tutti coloro che hanno il sogno di aprire una libreria o sono in  procinto di farlo (ne siete sicuri??), a tutti coloro che amano le colorite sfumature dell’essere umano (ci sono delle piccole perle!) e per chi è semplicemente curioso di sapere com’è la vita tra gli scaffali di una libreria.

Per tutte le persone che sono solite comprare libri su Amazon: sappiate che da qualche parte nel mondo, un piccolo libraio “muore”, parola di Shaun Bytell! 

L’Ele                                                                       

Giulio Enaudi editore, 2018
costo cartaceo: 18,05 € 
costo ebook: 9,99 € 

Card scrapbooking realizzata da me ispirata al libro. 
Timbro di Impronte d’Autore
Promarkers colors
Distress oxide
Enamel dots summit Cartabella




 








                                                                                    










sabato 31 luglio 2021

CLUB DEL LIBRO... ALL'ORA DEL TÈ!

ore 17:30 - Té freddo alla Pesca.
Dissetante, non troppo zuccherino

Non ho mai fatto parte di un club del libro, né ho mai avuto davvero occasione di condividere le mie letture. Le mie giornate in biblioteca sono state sempre molto solitarie, un tempo in cui staccare da tutto, rilassarmi e immergermi in un nuovo mondo. Eppure ho tutte le caratteristiche di una lettrice da club. Quando leggo un libro adoro soffermarmi su dettagli tecnici: lo stile narrativo, i tempi verbali utilizzati, l’intreccio della trama, quanto e come sono sviluppati i personaggi... e le emozioni che ogni aspetto ben incastrato l'uno con l'altro trasmette.
Riflettendo non ho mai fatto parte di un club del libro non perché non volessi, ma perché non credo di aver mai incontrato le persone giuste con cui condividerlo.
Ecco dunque in questi giorni d’estate di assidue letture, di post quarantena (e di un dottorato in archeologia post classica concluso) della voglia di ricominciare qui, nel blog, un percorso letterario nuovo e più concreto in cui condividere brevi recensioni di libri, esercizi di scrittura, riflessioni, notizie e curiosità riguardo al mondo dei libri. 
Riprendere in mano un percorso, a cui dare nuovo slancio e linfa, con una determinazione e una consapevolezza nuova. Un viaggio per destinare e fissare nello “spazio digitale” le riflessioni e le emozioni sulle storie sfogliate. 
Migliorare la scrittura e dar sfogo alla mia passione letteraria. Una sfida con me stessa, ardua da gestire, ma elettrizzante. Un club virtuale e inizialmente solitario che chissà non possa tramutarsi pian piano in qualcosa di più reale e condiviso, sempre e rigorosamente … a L’ora del Té! 

Ben ritrovati a coloro che anni fa erano già passati a trovarmi e per tanto tempo mi hanno persa di vista, 
Benvenuto a chi invece inizia ora, con me, questo nuovo viaggio letterario!



domenica 28 febbraio 2016

Una nuova occasione

Rigorosamente Thè nero alla vaniglia con miele (nient'altro riesce a dare sollievo) :(

Prima di martedì non ricordavo assolutamente cosa volesse dire essere ammalati. O almeno avevo un ricordo decisamente diverso è legato sopratutto alla mia infanzia. Da bambini avere la febbre è una grande occasione di divertimento. Niente scuola, niente sveglia mattutina, giochi, dolci, TV e cartoni animati (come se non ci fosse un domani), puzzle e tante tante coccole da mamma e papà. Relax puro! Avere la febbre per me era inoltre una grande occasione per esprimere la mia creatività!  Quante meravigliose avventure vissute accanto di Robin Hood come sua lady Marion (ovviamente), quanti duelli vinti insieme a D'Artagnan e quanti voli insieme a Peter Pan!!! 
Personalmente ho totalmente dimenticato il dolore provato. Se mi guardo indietro riesco a ricordare solo il divertimento. E invece martedì... La dura realtà: una gola gonfia e in fiamme, mal di testa, orecchie tappate e febbre... Altra, altissima 39!!! Ma da quando in qua si sta così male con 39 di febbre!!! Sono stata completamente messa al tappeto. Il male così forte mentre respiro credo di non ricordarlo. E quanto schifo poi produciamo in questi momenti!!! Sembra non avere mai fine. Che orrore! Senza contare quanti impegni che comunque devo portare avanti: una mostra archeologica da preparare, una tesi di specializzazione da finire... Oh mamma! Proprio ora? 
E mente con il muso a terra rimugino, realizzi una mattina Che anche questo momento di STOP forzato alla fine risulta essere esattamente importante. Ho ricominciato ad apprezzare le cose anche più piccole (come ad esempio respirare!)Ma quanto è bello respirare a pieni polmoni l'aria fresca?! E quanto invece ora risulta difficile. Quanto è bello correre muoversi senza problemi... È proprio vero che non apprezziamo mai la vita in tutti i suoi aspetti in ogni momento finché che va tutto bene. Ecco  a cosa servono le difficoltà. A riscoprire la nostra forza e fantasia col tempo affievolita. Quanto siamo forti quando siamo bambini! Imprudenti certo ma così veri, così spensierati. Osservo la mia camera dal mio letto. Era da tanto che non mi soffermavo a guardarla e noto con stupore e gioia di quanto parli di me e delle mie scelte di vita: dal colore del soffitto e del letto (verde) alle foto e cartoline attaccate al muro sopra la scrivania. Quante avventure, quante amicizie e quanto amore dato e ricevuto. Quanti doni, quante passioni e quanta fatica conciliare tutto. Devo organizzarmi meglio penso per far spazio un po' a tutto. La mia chitarra è lì che mi aspetta e anche le carte dello scrap richiamano incessantemente la mia attenzione. La mia voglia di creare è lì che mi chiama. È stata troppo trascurata.
Sono tuttavia riuscita a ricontattare qualche amico/a persa per strada nel lungo girovagare....
Insomma ho colto l'occasione della malattia per pensare, fare ordine e solo ora mi sono resa conto di quanto i bambini nella loro innocenza siano forti. Bisogna tornare ad essere così. Aveva ragione il Piccolo Principe:

"tutti i grandi sono stati bambini ma pochi di essi se lo ricordano".

Il mio libro preferito da piccola... 

La malattia è stata proprio una bella occasione. Devo farmi forza e ricordarmi chi sono e da dove vengo. 

Via i brutti pensieri. 
Ora riposa Eleonora, inventa storie e stila progetti, appena guarita sarai pronta per nuove avventure ed emozioni.
Ecco la mia creazione collegata al post. Card a cascata! 
                               Un progetto che di certo devo migliorare e fare definitivamente mio!

giovedì 18 febbraio 2016

silenzio per ricominciare

ORE 16:00                                                                                                Tè alla fragola. Miscela calda.

Ci sono momenti nella vita in cui hai bisogno di fare silenzio intorno a te.
Ci sono momenti in cui hai mille idee nella testa, ma devi scegliere quale portare avanti.
Ci sono momenti in cui si è assorbiti dal proprio lavoro e ancor di più se nella vita hai scelto di fare l’archeologo.
Il lavoro ti assorbe e non puoi permetterti di fermarti, nemmeno la notte.
E poi ci sono gli amici, il fidanzato, i familiari, il volontariato e tu rimani sì, per ultimo.
E per questo abbandoni un po’ te stesso, sospendi quel piccolo progetto o quella piccola promessa che avevi detto nel profondo di portare avanti. Un piccolo dolore, un piccolo sacrificio ma che sai che se fatto con amore donerà molto frutto.
E infatti in quasi un anno di silenzio tante cose sono successe e tutte positive, perché a donare amore e soprattutto tempo si riceve tanto indietro.
Un amica che ti chiede scusa, nuovi amici che si aggiungono, un amore che si consolida, regali che ti aiuteranno a ricominciare, una famiglia più unita, tanti viaggi, uno spettacolo teatrale, tanti volti, tanta gioia, una nuova sfida lavorativa!
E’ così si chiude un capitolo silenzioso della propria vita, fatto di frazioni di momenti belli e unici, di soli splendenti e giornate uggiose in cui perdersi in un libro, di risate, di serate in pizzeria a parlare di Star Wars, di musica suonata a una chitarra, di abbracci sotto le coperte, di giochi, di colori, di carta e di tante chiacchiere e tanti tè.  
Fatto di serate a colorare per preparare nuovi piccoli regali, per aggiornarsi, per spronarsi a ricominciare con le proprie piccole passioni, senza più paure, senza più ansie.
Un tempo prezioso per finire e per ricominciare.
Ecco i frutti del mio silenzio: un nuovo diploma da conseguire, una mostra archeologica da preparare, nuovi orizzonti per un futuro migliore, nuovi amici, nuovi libri, nuove energie, nuovi sogni, nuova forza, nuove sfide, una nuova gioia e nuove domande (perché non bastano mai e fanno bene per migliorarsi).

“Il silenzio è d’oro” diceva qualcuno.
Ora so cosa vuol dire.
Pronta per ricominciare.

























Creazione scrapbook ispirata al post: card compleanno realizzato con ritagli vari.
Timbro Gorjuss e Impronte d'autore
















sabato 21 febbraio 2015

Book Time! :) - té e Favola d'amore a New York (recensione)

Ore 17:00
Tè all’aroma di frutti di bosco, fragole e cannella. Nuova miscela. 
Non male! :)

Adoro leggere.
E in questi giorni di corse, lezioni in università, riunioni di lavoro, progetti, influenza e tanti, tantissimi mordi e fuggi qua e là l’ho scoperto ancora di più.
Leggere è stata la mia salvezza. 
E’ eccitante avere tanti impegni e tanti sogni per la testa. 
Adoro essere attiva e fare tante cose. Per me è quasi naturale e mi riempie di vita ma, quando tutto questo movimento diventa eccessivo diventa snervante e SBAGLIATO! 
Soprattutto quando non permette di godermi in santa pace il mio tè delle cinque.
Sì, ho dovuto rinunciare per molto tempo alla mia pausa relax preferita: una deliziosa tazza di tè fumante sul mio divano nell’ora che preferisco.
Non che non sia riuscita a bere un tè in un bar di sfuggita tra riunioni e lezioni ma, come le intenditrici sapranno, non è la stessa cosa. 
Bere il tè è un rito che richiede tempo. E' un momento nel quale i tuoi muscoli si rilassano, la tua mente asseconda questa sensazione di benessere e i problemi per un' oretta sono accantonati. 
La tua creatività lentamente emerge come un fiume in piena, mentre la tua anima trova finalmente pace. 
In un ritmo “perdifiato”, tutto questo non è assolutamente permesso. E così mi ritrovo a desiderare una (purtroppo non ancora concessami) “sana” stabilità e abitudinarietà di vita.
Per “sana” ovviamente non intendendo quella drammatica monotonia tanto odiata dalle serie tv alla Desperate Housewife. 
Mi riferisco invece a tutti quei gesti che fai esattamente tutti i giorni, alla stessa ora, con lo stesso tempo e che ti ricordano a che punto sei della giornata.
Nel mio fantasticare immagino il momento in cui potrò percorrere tutti i giorni alla stessa ora la strada che mi conduce a lavoro; magari passando davanti a quel negozio di mobilio vintage da cui mi piace tanto guardare i pezzi in saldo dalla vetrina. In alternativa immagino, sulla via del ritorno, di fermarmi un attimo nella mia libreria preferita (che guarda caso nei miei sogni è proprio sul mio abituale percorso casa-lavoro), per uscirne inesorabilmente con un nuovo libro da godermi poco dopo, con in mano una tazza di tè caldo seduta davanti al mio computer mentre vi commento sul blog la nuova storia letteraria intrapresa!
Tutto questo, tutti i giorni (o quasi!) alla stessa ora! Eh sì perché è questo che conta!
La puntualità con cui l’evento si ripete, in un personale e ben definito ritmo di vita che parla di te e di ciò che sei, e ti rende sicura e tranquilla di affrontare le sfide della vita.
Eh sì! Sognare non costa nulla! Ma visto gli ultimi 15 giorni, direi che questo sogno è lungi (ahimè!) dall’essere realizzato.
Sia chiaro sono felicissima di fare l’archeologa e adoro l’imprevedibilità del mio mestiere così come le avventure e i luoghi che, in precisi momenti del calendario, mi porta ad esplorare; tuttavia sarebbe altrettanto fantastico se, in determinati e precisi periodi dell’anno, si alternasse a momenti di studio, ricompensati da una solida stabilità economica. 
Ma da giovane archeologa, come molti mi ritrovo a fare una difficilissima gavetta, bellissima ma allo stesso tempo sfiancante senza alcuna garanzia sul futuro… Ma questa é un’altra storia… 
Detto ciò leggere mi ha letteralmente salvata in tutto questo trambusto (così come una lunga seduta di scrapbooking notturna).

Il libro della mia salvezza è l’ultimo di una giovane scrittrice inglese: Miranda Dickinson, firmato Newton Compton e intitolato “Favola d’amore a New York”.

Sì lo so, suona un po’ frivolo e superficiale con questo titolo che, secondo me, non rende giustizia alla storia narrata. Da archeologa ammetto che non mi sarei mai aspettata di leggere un romanzo rosa con un titolo del genere. Dal liceo la mia prima scelta sono sempre stati i romanzi storici tra cui prediligo L'Ultima Legione di Valerio Massimo Manfredi (Semplicemente spettacolare e che tra parentesi ho tutta l’intenzione di rileggere) passando più recentemente tra gli altri per le bellissime Le Indagini di Publio Aurelio Stazio di Danila Comastri Montanari. A questi ho sempre affiancato qualche fantasy e i classici della letteratura.
Tuttavia ora che la mia vita è ricca di lunghe letture scientifiche sul mondo antico (in particolare sulla romanità), hanno innescato una saturazione che mi ha portato a non godermi i romanzi storici come una volta. In questi casi la cura migliore ho scoperto essere: fare una pausa e leggere qualcosa di totalmente diverso e poco impegnativo. Ecco che provo dunque ad approcciarmi al genere romantico, quasi mai affrontato in precedenza! Da fan di “C’è posta per te” con Meg Ryan e Tom Hanks (un amore tra le biblioteche) devo dire che tuttavia, ho scoperto letture davvero molto piacevoli e rilassanti.

Quella narrata da Miranda Dickinson é la storia di Rosie Duncan, una giovane ragazza inglese giunta in America per rifuggire da un evento difficile del suo passato e di cui custodisce il segreto. Da orma sei anni gestisce a New York  un piccolo negozio di fiori di nome Kowalski’s. Con lei a portare avanti l’attività ci sono l’affascinante Ed, il migliore amico di Rosie (spaventato come lei dalle relazioni) e Marnie, una ragazza eccentrica e sfortunata cronica in amore. Con loro c’è anche la migliore amica di Rosie, Celia, una giornalista intraprendente e tenace. Nonostante le insistenze dei suoi amici ad aprirsi e a ricominciare a vivere, Rosie si ostina a non rimettere in discussione la sua vita sentimentale. Gli eventi però la riporteranno faccia a faccia con le sue paure e grazie alla “terapia dei fiori” riuscirà a fare finalmente pace con sé stessa, ad affrontare quel passato tanto volutamente celato e a vedere quella forza d’animo che la contraddistingue.

Ciò che amo di più in questo libro è il modo in cui Rosie parla del suo lavoro e della città in cui vive: New York. I fiori diventano quasi una filosofia di vita, un modo attraverso cui filtrare la realtà e capire le persone. Prima di confezionare un bouquet, la protagonista ha bisogno di sapere quale sentimento spinge il cliente a decidere di regalare i fiori.  Ecco che allora nascono creazioni uniche, riflesso della personalità e della storia di chi riceverà la creazione. Dai fiori, dal loro colori e profumo, viene la forza per affrontare la realtà e spesso il mezzo per risolverla. 
E poi New York: il ritratto di una città frenetica eppure tanto bella ed imprevedibile da far sentire la protagonista  a suo agio senza farle rimpiangere la città natale.
La trama è certamente semplice, ma costruita con intelligenza tanto da catturare un giovane lettore/lettrice. E se una storia riesce a coinvolgere e a smuovere qualcosa dentro, come nel mio personalissimo caso,  credo meriti attenzione. 

Grazie a questo libro, ho rifletto meglio sulle mie scelte passate e credo di essere un po’ più sicura di me stessa. Vedere come la protagonista ha affrontato i suoi demoni mi ha dato conforto e sono stata contenta di rivedere qualcosa di mio. Anche per questo mi sento di consigliare questa lettura. 
Immergermi in queste storie mi sta facendo capire quanto leggere possa essere una fonte di esperienza inestimabile a cui attingere. 
Aiuta a guardarsi dentro e a riscoprirsi. 
È un esperienza che auguro a tutti voi, lettori e lettrici di questo blog! 

Buona tazza di té a tutti e buona lettura!
L'Ele

 New Compton editore, 2009
costo cartaceo: 5,90 €
costo ebook: 4,99 €
Card compleanno a tema vintage romantico.
Timbri Gorjuss e Impronte d'autore.


giovedì 29 gennaio 2015

Effetto Roma

Ore 20.00
Tazza di tè con effetto "rilassante".
Finalmente un po' di relax.

E' incredibile come alle volte le cose nella propria vita si mettano per il verso giusto. E' impossibile non sorprendersi.
E' quasi passata un settimana intensa, piena di emozioni, novità e speranze realizzate. Vecchi amici che ritornano, nuovi che ti regalano grandi emozioni e finalmente il lavoro. Tanto amato lavoro che, oltre ad esserci (perché sì, in Italia di lavoro per gli archeologi ce n'è eccome... pure troppo! Ma solitamente non pagato!) si prospetta.... retribuito!
Tutto nel giro di tre giorni.
Un tempismo record. Ricordo che a quest'ultima notizia non ho avuto nemmeno il tempo di dire... COSA??????
Avete presente la faccia di Renée Zellweger nei panni di Bridget Jones quando, nella prima scena di Capodanno con gli amici di famiglia, all'affermazione: "Come fa una ragazza di 30 a non pensare di sposarsi?" (o simili!) apre leggermente la bocca e con gli occhi sgranati guarda il suo interlocutore emettendo qualche strano vagito??
Ecco: credo di aver fatto una faccia del genere all'offerta di lavoro, ma di certo non ho pensato che certe domande sono assolutamente sconvenienti (con parolacce al seguito) né di far fuori chi me lo proponeva. Anzi tutt'altro!!! Il mio Io interiore ha urlato un Sììììììì!!!
Fuori sono rimasta immobile. Ero decisamente sconvolta! Ma felice (sperando che il tutto non rimanga solo una promessa. Non si sa mai.)

Deve essere il famoso "Effetto Roma".
Ho una teoria. Se qualcosa va male nella propria vita, o si ha qualche dubbio per risolverla, prendete un treno e.. andate a Roma, Lei la farà sua e la risolverà per voi.
Sì Roma. La Città Eterna, l'Urbe, la capitale d'Italia, la capitale della Cristianità.... la città der Cupolone e der Colosseo!
Roma.
Una città viva e piena di magia. E' praticamente la New York di noi italiani, così come la si può leggere in tanti romanzi firmati New Compton.
E' una città viva e piena di movimento, di energia. E' impossibile annoiarsi in un città così! Con le sue rovine così imponenti, alte ed intrinseche di storia, passioni, storie, speranze e segreti, tanto vive da emozionare ancora dopo millenni! I suoi palazzi e le sue piazze oggi, gremite di persone, turisti, e con fontane dall'inconfondibile tocco barocco. Basti pensare a piazza di Spagna o alla fontana di Trevi. A Roma si respira cultura, storia, cinema e poi beh... lo shopping è unico nel suo genere, ve lo consiglio caldamente!
Eppure il tutto, sebbene ricco e così differenziato risulta in perfetta armonia e di impeccabile eleganza. Ogni cosa ha il suo spazio e nulla è fuori posto. Passato e presente si fondono e si incontrano in un unico gioco a cui è impossibile non partecipare e che culmina a fine giornata; quando il sole lascia il posto alla sera, specchiandosi sul Tevere, per nascondersi poi dietro al Cupolone.
Ricordo di aver visto questo momento, seduta su alcuni scalini di una delle tante scale che affollano la città in zona Trastevere. Ricordo bene quella sera di tre anni fa. Ero con alcune mie colleghe, divenute poi mie care amiche. Partecipavamo allo scavo archeologico presso Ostia Antica e la domenica, giorno di libertà ci siamo godute una splendida giornata turistica fatta di musei, cibi succulenti e tanto... tanto shopping pieno di risate. Era domenica e non mi ero mai divertita così tanto. Non riuscivo a non smettere di ridere. Poi... quel panorama. Il mio cuore che batte. Pace. Finalmente libera. Roma mi ha donato speranza... e mi ha fatto innamorare; ma questa è un'altra storia che chissà... un giorno potrei anche raccontare.
Da quella volta sono tornata spesso nella città Eterna per un motivo o per l'altro, e tutte le volte ho ricevuto un dono particolare.

Anche questo week end. Una toccata e fuga.
Treno alle ore 10:00 da Bologna Centrale. Arrivo a alle ore 13:00  (grazie ai 45 minuti di ritardo di Trenitalia! maledetti scansafatiche). Pranzo. Riunione pro ricerca. Partenza da Termini alle ore 19:45.
Pochi passi per godere di panorami incantevoli, un sole caldo e una buona amatriciana.
E' stato molto divertente. Mi sono sentita un po' una di quelle "vip" che, in perfetto stile americano, non sapendo bene cosa fare quel giorno, prende il suo jet privato e va a fare colazione per esempio... a Parigi! Scene da film.

Tornata a casa mi sentivo rigenerata, e per fortuna, visto che alle ore 22:00 attendeva me e il mio ragazzo un pazzo gruppo di amici per festeggiare un compleanno, in un locale di sola cucina spagnola in quel di Bologna.
Dal giorno dopo, iniziato con un meraviglioso pranzo in un piccolo borghetto medievale vicino ai famosi colli della mia città per festeggiare il compleanno dello stesso amico con la sua famiglia (imparentato con il mio ragazzo!) sino ad oggi è stata un escalation di cose positive. Le più belle oltre a quelle già citate ed il tè tra le mie mani in questo momento?
La vittoria per Alessandro, (il mio ragazzo) di un piccolo concorso nazionale anch'esso retribuito, i preparativi per il prossimo week end di sci e infine, il più bello di tutti: la tac di mia zia.
Il tumore non c'è più.

Grazie Roma (ancora).





Aggiunta dell'ultimo minuto: biglietto di compleanno Scrapposo fatto da me.
Perché non può esserci compleanno che si rispetti senza un bel biglietto! No?? Spero vi piaccia ;)